Regola

L’origine e la genuinità della regola agostiniana è stata oggetto di numerosi studi e critiche importanti, anche perché si è spesso distinto fra Regola maschile e Regola femminile. È la tradizione manoscritta che c’impone questa distinzione trasmettendoci un testo diverso nella forma, ma identico nella sostanza. 

V’è infatti una tradizione manoscritta che riporta il testo in femminile, aggiunto, per lo più, a una lettera di S. Agostino al monastero d’Ippona, dov’era stata superiora per molti anni sua sorella (Lettera 211). Ma v’è anche un’altra tradizione, più antica e più valida, che riporta lo stesso testo in maschile, diretto ai servi di Dio. Che si tratti di un testo unico non può esservi dubbio.

Salvo alcune varianti, utili criticamente, ma irrilevanti per la questione dell’autenticità, e salve alcune piccole aggiunte qua e là nel testo della Lettera, le differenze si riducono alla trascrizione in maschile o in femminile del testo medesimo. Il testo dunque è uno, e non può essere attribuito che a un solo autore.

La tradizione lo ha attribuito a S. Agostino; per confermare questa attribuzione la critica non ha, a suo favore fonti letterarie. S. Agostino stesso nei suoi scritti non parla mai della Regola, né mai ne parla, esplicitamente, Possidio nella vita di lui. Ha però una lunga tradizione manoscritta e validi argomenti interni, che permettono di giungere a una conclusione sicura, che è questa: il testo venerando della Regola che porta il nome di S. Agostino – Regula ad servos Dei – è realmente del vescovo d’Ippona (fonte: cassiciaco.it).

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Per scaricare il testo della Regola clicca sui link sotto…

Regola di Sant’Agostino – versione italiana

Rule of Saint Augustine – English Version

Regra de Santo Agostinho – versão em português