Carisma

L’Ordine degli Agostiniani Scalzi (Ordo Augustiniensium Discalceatorum: O.A.D.) è un Istituto clericale, esente, di diritto pontificio. I suoi membri, professi e fratelli coadiutori, oltre i voti di castità, povertà, obbedienza, seguendo lo spirito e la dottrina del loro Padre S. Agostino, emettono un quarto voto, quello di umiltà. La Famiglia degli Agostiniani Scalzi comprende anche le Religiose Agostiniane Scalze, il Terz’Ordine Regolare e Secolare e le altre Associazioni aggregate a norma del diritto universale. Chiamati alla santità, gli Agostiniani Scalzi, sull’esempio di S. Agostino e della prima comunità agostiniana di Tagaste, si propongono con l’aiuto della grazia di raggiungere la perfezione dell’amore evangelico, cercando e godendo comunitariamente, in un peculiare atteggiamento di umiltà, Dio, che è bene comune non privato ed è la somma di tutti i beni.

Consapevoli di essere creati ad immagine e somiglianza di Dio – Unitrino, tendono nel comune lavoro spirituale a:

  • rendere nitida la sua immagine, impressa nell’anima ma offuscata dal peccato;
  • divenire vero “possesso” di Dio;
  • edificarsi in tempio di Dio: egli, infatti, “abita nei singoli fedeli come in altrettanti suoi templi e nei fedeli riuniti insieme come nel suo tempio”.

Inseriti con il battesimo nel mistero di Cristo, l’umile Gesù, e della Chiesa, la madre che genera i monasteri, vogliono vivere la densità di tale mistero:

  • ponendo il fondamento e la speranza in Cristo, via e termine del cammino di fede;
  • imitando fedelmente Cristo nella gioia del cantico nuovo;
  • divenendo membra scelte del Corpo mistico, il Cristo totale, impegnate a edificare la città di Dio;
  • offrendosi al mondo come modello di piccola Chiesa, essendo la comunità la parte più nobile della veste di Cristo.

“L’amore della verità ricerca la quiete della contemplazione”; perciò danno priorità alla vita contemplativa. Essa:

  • raccoglie dalla dispersione esteriore alla interiorità;
  • apre al dialogo soprannaturale con Dio tanto personale quanto comunitario;
  • rende docili alle mozioni dello Spirito Santo;
  • induce a vivere la vita come una perenne lode a Dio, giacché “la somma opera dell’uomo è soltanto lodare Dio”;
  • inclina allo studio della S. Scrittura e delle cose divine.

“La necessità della carità vuole un giusto operare”. Per questo la contemplazione agostiniana deve essere essa stessa apostolato fecondo e ricerca appassionata di quelle forme pastorali che permettono di portare il prossimo alla lode di Dio attraverso tutti i valori: “rapite tutti all’amore di Dio parlando, pregando, discutendo, ragionando con mansuetudine, con dolcezza”. L’apostolato è determinato dalle necessità dei tempi e regolato dalle direttive della Chiesa e dei Superiori. Esso inserisce nella viva realtà della Chiesa locale e apre alle dimensioni della Chiesa universale, che amano e servono con amore tutto speciale: “corriamo dunque, fratelli miei, corriamo ed amiamo Cristo… Estendi la tua carità su tutto il mondo, se vuoi amare Cristo; perché le membra di Cristo si estendono in tutto il mondo. Se ami solo una parte, sei diviso, non ti trovi più unito al corpo…”.

Fedeli a questo principio della Regola: “Il motivo essenziale per cui vi siete insieme riuniti è che viviate unanimi nella casa e abbiate unità di mente e di cuore protesi verso Dio”, concretizzano l’ascesi nella pienezza della vita comune, secondo il modello della prima comunità di Gerusalemme.

Anima della vita comune è la carità. Essa:

  • “regola il vitto, i discorsi, il vestito e l’atteggiamento…”;
  • non fa possedere nulla come proprio;
  • vivifica l’attività apostolica dei singoli in modo che essa esprima l’unità dei cuori: “molti corpi ma non molte anime; molti corpi ma non molti cuori”;
  • coltiva il dialogo e l’amicizia spirituale;
  • tende a formare “un’anima sola, l’unica anima di Cristo” senza mortificare la personalità di ciascun religioso, anzi, corroborandola ed accrescendola.

Attenti al richiamo di Gesù e consapevoli che ci si avvia “alle altezze con il piede dell’umiltà”, gli Agostiniani Scalzi intendono testimoniare un peculiare atteggiamento interiore di umiltà che:

  • favorisce la povertà, la mortificazione e il distacco dal mondo;
  • rende più disponibili al servizio di Dio e del prossimo;
  • facilita la vita fraterna in comunità.

Tale è il significato spirituale più profondo del voto di umiltà e del nudipedio: “…entra scalzo in questa terra, perché è santa. Spoglia prima i piedi, cioè gli affetti dell’anima tua, e rimangano nudi e liberi”.Nello spirito della tradizione, contemplano in Maria la Madre della Grazia e dei fedeli, il modello della vita consacrata e il tipo perfetto della Chiesa. Essa nutre di delicati affetti la vita del cuore e fa della comunità una famiglia. Venerano Maria con profondo amore filiale e, con lo speciale titolo di “Madre di consolazione”, la propongono ai fedeli quale segno di speranza e di consolazione del peregrinante popolo di Dio.

COSTITUZIONI (nn. 1-10)